L'Italia dipende ancora dal carbone per il 17% dell'energia elettrica, l'obiettivo al 2030 sarà raggiunto?

· Notizia sull'industria fotovoltaica

L'energia rinnovabile rappresenta ora una quota maggiore di energia e l'Europa sta lavorando duramente per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione per il 2030 e il 2050. Sebbene la produzione di elettricità da fonti rinnovabili sia in aumento in Italia, il 17% della componente importante dell'elettricità si basa ancora sul carbone ed è ancora lontano dagli obiettivi climatici del 2030 e del 2050.

La situazione energetica e i dati analizzati nel rapport

Di recente, l"Electricity Market Report 2022" della School of Management del Politecnico di Milano racconta la storia della transizione energetica italiana. Gli esperti hanno spiegato come la potenza installata degli impianti fotovoltaici ed eolici in Italia (circa 22,5GW e 11,3GW) sia passata da meno di 5GW nel 2008 a oltre 33GW nel 2021, che rappresentano più della metà dei 60GW totali. Si tratta di un salto importante, lontano dall'obiettivo previsto dall'Italia di 70GW di nuova capacità entro il 2030, ma che consente di sviluppare una quantità significativa di energia pulita.

Tra i dati pubblicati nel rapporto c'è anche una tabella della domanda di energia elettrica finora coperta dalle centrali termoelettriche tradizionali (circa 310-320 TW/h all'anno negli ultimi dieci anni) e che è scesa dal 74% del 2005 al 51% del 2021. Nello stesso periodo, le emissioni di CO2 associate sono diminuite di quasi il 50% e la quota di domanda soddisfatta dalle rinnovabili è passata dal 14% al 36%.

Fonte: Energy & Strategy Group

Tuttavia, il rapporto dimostra anche che nella complessa battaglia contro la crisi climatica siamo ancora lontani dal raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Ad esempio, nel 2021, il 77% di questi è provenito da centrali a gas, il 17% da centrali a carbone (queste ultime saranno ritirate entro il 2025) e il 3% ciascuno da centrali a biomassa e a petrolio.

La situazione delle spese di energie elettriche

Il prezzo dell'energia elettrica (PUN) è aumentato quasi ininterrottamente dalla seconda metà del 2021: il primo picco di 281 €/MWh si è verificato a dicembre ed è stato superato a marzo 2022 con lo scoppio della guerra in Ucraina, raggiungendo una media mensile di 308 €/MWh. In estate i prezzi sono tornati a salire, superando i 540 €/MWh ad agosto (con un aumento del 383% rispetto ad agosto 2021).

Queste tendenze sono dovute principalmente all'aumento dei prezzi del gas naturale, in quanto le centrali elettriche alimentate a gas naturale sono state la tecnologia "marginale" dominante nel MGP. Tra gennaio 2021 e settembre 2022, il prezzo medio mensile del gas naturale è aumentato dell'815%: l'aumento nella seconda metà del 2021 è stato seguito da un primo picco nel marzo 2022, seguito da un massimo storico di oltre 227 €/MWh in agosto, causato dalla contrazione delle forniture di gas russo.

Politiche e piani esistent

Il rapporto contiene un'analisi specifica dei tre strumenti necessari per gestire la trasformazione del sistema elettrico: i sistemi di accumulo, l'apertura del mercato dei servizi di dispacciamento e la comunità energetica. Dal punto di vista della politica energetica, lo scorso anno si è assistito a un graduale aumento degli obiettivi a medio e lungo termine in materia di decarbonizzazione, energie rinnovabili ed efficienza energetica a livello nazionale e comunitario e all'introduzione di nuovi meccanismi per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. In particolare, nell'ambito del pacchetto "Fit-for-55", la Commissione europea ha pubblicato una nuova serie di proposte per ridurre le emissioni GHG di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai valori del 1990.

Soprattutto dopo lo scoppio della guerra russo-ucraina, è stato proposto un piano di investimenti da 210 miliardi di euro (il cosiddetto "RepowerEU"): l'Europa intende abbandonare le importazioni di combustibili fossili dalla Russia entro cinque anni, riducendole di due terzi entro la fine di quest'anno. Il piano contiene una serie di proposte in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione, tra cui il rafforzamento delle misure di efficienza energetica a lungo termine (dal 9% fissato dal pacchetto "Fit-for-55" al 13%) e la revisione al rialzo dell'obiettivo 2030 della direttiva sulle energie rinnovabili (dal 40% al 45%).

Cosa dovremmo far

L'aumento del costo dell'elettricità è un nuovo fardello per migliaia di famiglie italiane. Inoltre, gli obiettivi climatici per il 2030 e il 2050 riguardano il mondo intero e richiederanno la collaborazione di tutti noi per raggiungerli.

L'installazione di pannelli solari fotovoltaici è senza dubbio una scelta perfetta. Secondo il rapporto Terna dell'aprile 2022, il maggior contributo alla produzione da energie rinnovabili è dato dal fotovoltaico con il 32%, seguito dall'eolico con il 27%.

Prendendo ad esempio un impianto fotovoltaico residenziale da 6 kW per una famiglia di tre o quattro persone, il costo "chiavi in mano" di un impianto fotovoltaico da 6 kW senza accumulo nel mercato italiano varia da 7.500 a 15.000 euro. Una media di 6 kWh all'anno può produrre almeno: 7200 kWh al nord; 8100 kWh al centro; 9000 kWh al sud. Naturalmente, è possibile installare anche delle batterie per vendere allo Stato l'elettricità non consumata. I moduli fotovoltaici di Maysun Solar durano più di 20 anni.

Benvenuti in Maysun Solar, un produttore di moduli fondato nel 2008 e con una vasta esperienza professionale. Se siete interessati a saperne di più sul fotovoltaico, siamo qui per aiutarvi con tutto ciò di cui avete bisogno. Contattarci subito via WhatsApp e ottieni un preventivo. Fidati di noi. Ne vale la pena!!!

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